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Sex worker: chi sono e cosa fanno

by Kris - 22/05/2024

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Sex worker: chi sono e cosa fanno

Offrire servizi di natura sessuale, in cambio di denaro o altre forme di compenso, è il principio alla base della figura del sex worker, che negli ultimi anni si sta fortemente strutturando grazie a fattori come lo sviluppo della tecnologia, i cambiamenti culturali, le nuove opportunità economiche e anche una maggiore accettazione sociale. In questo articolo cercheremo di capire chi sono e cosa fanno.

È lo stesso termine sex worker che non fa che rimarcare il carattere professionale di simili attività: già questo aspetto rappresenta un importante passo avanti rispetto al passato, spesso ricco di terminologie tradizionalmente più stigmatizzanti. Parlare di “sex working” contribuisce infatti all’umanizzazione di chi svolge queste attività: si tratta, del resto, di persone che hanno diritti e dignità e che spesso vengono ingiustamente ridotte a meri stereotipi negativi.

Lo sviluppo del sex working
Chi sono realmente i sex worker
Le ragioni dei lavoratori del sesso

Lo sviluppo del sex working

La figura professionale in questione sta acquisendo un notevole aumento di visibilità, legato a più fattori, nell’ultimo periodo. Tra questi spicca senz’altro la diffusione capillare di Internet e delle tecnologie digitali: negli anni sono nate piattaforme sempre nuove che favoriscono il lavoro sessuale, consentendo di raggiungere un pubblico globale, di gestire la propria attività e di creare contenuti per i clienti.

La sessualità e i diritti dei sex worker si trovano in una fase di graduale accettazione da parte dell’opinione pubblica: ciò ha ridotto notevolmente la nomea spesso negativa associata a questo tipo di lavoro. Il ritratto che i media fanno di questi professionisti ha fatto dei progressi, contribuendo ad una maggiore visibilità e comprensione del settore.

Persino serie tv, documentari e reportage giornalistici affrontano il tema con più professionalità e senza pregiudizi, in maniera più complessa e sfaccettata.

In ultimo, anche la pandemia da Covid-19 ha accelerato lo sviluppo del lavoro sessuale online: con la paralisi di molti luoghi fisici, in molti si sono “spostati” verso le piattaforme digitali per riprendere la professione.

Chi sono realmente i sex worker?

Tra le categorie di sex work più gettonate ci sono quei professionisti che offrono prestazioni sessuali in cambio di denaro. Tra questi, le escort forniscono servizi che vanno ben oltre il mero incontro sessuale: fanno da accompagnatrici ai clienti in contesti d’alta classe, dagli eventi sociali alle cene, fino a viaggi e altre occasioni esclusive. La loro presenza rappresenta dunque un vero e proprio valore aggiunto.

Va per la maggiore anche la figura della “cam girl” o del “cam boy”, che propongono le loro performance in live streaming sul web. Ulteriori alternative sono gli stripper, che eseguono piccanti spettacoli di spogliarello nei club o nei locali notturni, e i masseuse, che offrono massaggi contraddistinti da una componente erotica o sessuale.

Un discorso a parte meritano attori e attrici pornografici, che partecipano a produzioni di contenuti sessualmente espliciti, poi distribuiti in formato video o foto attraverso le piattaforme digitali. Come si può vedere, insomma, l’attività di un sex working può includere un ampio ventaglio di servizi e modalità di lavoro.

Se è vero che, tuttora, questi individui sono spesso vittime di stereotipi negativi, è altrettanto vero che ci sono segnali confortanti di una progressiva riduzione della stigmatizzazione dei sex worker.

Le ragioni dei lavoratori del sesso

Perché scegliere di diventare un sex worker? I motivi possono variare ampiamente, ma è inevitabile che spesso si parta da impulsi di natura economica, legati alla necessità di guadagnare denaro per sostenersi o sostenere la propria famiglia. La maggior parte degli individui che fanno questo lavoro, però, trova realmente gratificante il lavoro sessuale, per motivi personali o psicologici.

Si tratta di attività flessibili, che consentono al professionista di autogestirsi come meglio crede. Ma non sono certo esenti da rischi e sfide, tra giudizi morali, pregiudizi sociali e condizioni di lavoro insicure.

A tal proposito, negli ultimi anni, numerosi movimenti e organizzazioni hanno iniziato a lavorare per tutelare i diritti dei sex worker, promuovendo una progressiva decriminalizzazione del lavoro sessuale, un ulteriore accesso a servizi sanitari e di supporto, forme di protezione contro la violenza e lo sfruttamento e un graduale riconoscimento dei diritti lavorativi e sociali di queste persone.

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